Di seguito vi descriviamo alcune tecniche seguite nel nostro studio nei casi in cui il sito anatomico a livello del quale va posizionato un impianto dentale non presenta delle caratteristiche del tutto idonee.

Con questi ausili il dottor Domenico Spinelli riesce comunque ad inserire gli impianti dandovi la possibilitA� di avere in bocca dei denti fissi al posto delle insopportabili a�?dentierea�?.

 

Rigenerazione ossea guidata

Si tratta di una tecnica chirurgica della quale si serve il nostro studio per inserire impianti osteointegrati anche quando il paziente presenta un tessuto osseo inadeguato per quantitA� e/o qualitA� nella zona da trattare.

A volte, infatti, possiamo riscontrare delle creste alveolari atrofiche (sottili) oppure delle cavitA� ossee (fisiologiche o formatesi in seguito a cisti o ascessi), le quali impediscono la��inserimento degli impianti.

In questi casi facciamo ricorso alla��uso di porzioni di osso (dette a�?Innesti osseia�?) da posizionare a livello del sito anatomico da trattare, cosA� da rendere possibile la��inserimento degli impianti anche nelle zone che sembrerebbero meno favorevoli.

 

Nel nostro studio ci serviamo di vari tipi di innesti ossei:


  • un a�?Innesto osseo Autologoa�?, quando la��osso A? prelevato dallo stesso paziente

  • un a�?Innesto osseo Eterologo o Alloplasticoa�? quando gli innesti ossei sono di specie diversa, decalcificati e liofilizzati

  • a�?Innesto osseo Omologoa�? (prelevato da cadavere o da vivente) e preventivamente congelato (al fine di eliminarne il potere antigenico, pur conservando la capacitA� osteogenetica), il quale A? fornito dalle banche dei tessuti.


 

In prossimitA� degli innesti possiamo fare anche ricorso a materiali sostitutivi sintetici, a seconda dei casi.

Ci serviamo inoltre di membrane (riassorbibili o no), poste sopra la zona da rigenerare con lo scopo di isolarla dai tessuti connettivali, al fine di consentire alle cellule della��osso di colonizzare lo spazio.

I prelievi di osso possono essere effettuati direttamente in bocca (ad esempio dalla sinfisi mentoniera o dalla branca montante della mandibola), dopo una comune anestesia locale, oppure da altri siti (come ad esempio dalla zona tibiale o dalla cresta iliaca), con un intervento piA? complesso, ma con il vantaggio di prelevare quantitativi maggiori di osso.

 

Espansione ossea (a�?bone splittinga�?)

espansione osseaSe la cresta ossea si presenta troppo stretta per accogliere un impianto, in determinate circostanze noi andiamo a realizzare una sorta di a�?espansione osseaa�? o detta a�?bone splittinga�?: l’osso mascellare viene aperto, divaricato per alcuni millimetri e riempito di materiale osseo.

Rialzo del pavimento del seno mascellare (a�?sinus lifta�?)

Andiamo ad utilizzare questo metodo quando la��osso a livello del settore latero-posteriore del mascellare superiore A? troppo ridotto e assottigliato per poter inserire un impianto dentale.

Andando a posizionare un impianto in presenza di questa condizione anatomica, esso andrebbe a collocarsi alla��interno del seno mascellare, situazione che noi vogliamo evitare.

Per cui, in studio andiamo a sollevare il pavimento del seno mascellare con opportuni strumenti e lo spazio ricavato viene riempito con materiale osseo e/o sostitutivo. Solo dopo questa fase viene inserito la��impianto.

Di seguito un video semplice per permettervi di capire meglio una delle tipologie di intervento che il dottor Domenico Spinelli va ad effettuare in questi casi.